Sulla produzione del fumo da combustione

L’origine della produzione del fumo da combustione è sicuramente radicata nella preistoria, ma il suo sviluppo in forma più concreta rimane un fatto relativamente recente.

Generato principalmente da legna e carbone, il nostro diventa protagonista indiscusso della scena globale solo con la 1° Rivoluzione Industriale.

E’ durante questi ridenti anni che una ristretta cerchia di imprenditori, cercando di sfruttare i suoi effetti secondari, avvia piccole produzioni di paccottiglia neo-industriale con lo scopo di rientrare dei costi per la generazione dell’agognata nube sfuggente.

Un importante stabilimento di produzione del fumo

Un importante stabilimento di produzione del fumo da combustione

L’amore per l’aerea ed effimera visione si fece tanto passionale da costringere governi e produttori a trovare modi personalizzati e portatili per la sua produzione, dedicati stavolta non solo ad aristocrazia ed alta borghesia, ma anche a proletari ed impiegati che si avvicinavano alla nuova moda.

Nacquero così sigarette ed automobili, le une dedicate agli amanti del fumo chiaro e dal sapore secco, le altre agli appassionati delle tonalità più scure, con un gusto grasso, più popolare, e pertanto inadatto alle narici sensibili delle classi più agiate.

Da quel momento in poi, nessuno capì più nulla: prevedere la repentina ascesa della produzione di fumo sarebbe stato impossibile. Diventa così protagonista indiscusso dell’industria intera, nonché unica ragione della sua esistenza, stato che permarrà invariato fino ai giorni nostri.

Negli ultimi anni, però, alcuni studiosi hanno iniziato a sostenere che l’accesso di massa alla produzione del fumo possa tradursi in disordini e comportamenti anti-sociali, generando fenomeni difficili da contenere.

Rimangono famosi gli ingorghi nelle metropoli, nient’altro che grandi feste organizzate da amatori del fumo di macchina. Questi singolari personaggi sono disposti a lanciare ingiurie ed effettuare pericolose infrazioni, finanche a morire, per raggiungere il proprio unico obiettivo: produrre il proprio fumo ed odorare quello altrui.

Ingorgo stradale o Traffic Jam

Tipica "Traffic Jam", grande festa degli automobilisti produttori di fumo da combustione

Una ristretta minoranza di persone, invece, mette addirittura in dubbio il secolare mito di bellezza che da sempre contraddistingue la produzione del fumo, sostenendo che sia nociva per l’equilibrio e la sopravvivenza della nostra specie. E’ questa senza dubbio un’accusa grave, ma comunque avvallata da moltissimi studiosi con pagine e pagine di ricerche.

Proprio a seguito di queste scoperte, si è cercato di limitare la produzione come parziale risposta al problema. L’obiettivo è rendere il fumo una merce rara, tassando debitamente la sua emanazione, per trasformarlo così in un passatempo per ricconi, interessati più che altro al fenomeno della combustione.

Uno scenario che, pur risultando interessante, non risolve completamente il problema, perché potrebbe crearsi nuovamente la situazione che stiamo vivendo.

All’opposto, c’è chi parla invece di modi per produrre senza scarti e senza emissioni, una sorta di panacea definitiva, che ad alcuni sembra pura utopia.

Sarà vero?

Staremo a vedere. Intanto, una cosa è certa: la “moda” del fumo da combustione si avvicina alla fine dei suoi giorni.

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